Quale formazione per nuove competenze

La necessità di nuove competenze

Con una misura inclusa nel decreto Rilancio, il nostro attuale governo istituisce il #fondo nuove competenze (https://www.anpal.gov.it/ ).

In un articolo di opinione comparso l'11 giugno scorso su @il sole24 ore, @francesco seghezzi sottolinea il problema che si è aperto sulla necessità di nuove competenze ( https://www.ilsole24ore.com/art/formazione-misura-d-impresa-e-apprendistato-due-sfide-ripartire-ADMHYwW ).

Ma soprattutto sulla necessità di una ‘reazione aperta' da parte delle imprese rispetto all'emergenza.

La priorità ora è quella di cambiare approccio, da meramente difensivo a espansivo, avendo come obiettivo quello di rafforzare il capitale umano (cit.).

Noi ci chiediamo. Prima della pandemia sentivamo forte l'esigenza da parte delle imprese di queste nuove competenze, sia specialistiche che trasversali per un mondo in forte mutamento. Ora cosa è cambiato?

Forse la pandemia ci ha messo a nudo con tutti i nostri limiti e i nostri timori, ma al contempo ha rinvigorito e rinforzato la necessità di formare le persone alle competenze di cui l'azienda necessita per la propria sopravvivenza e uno sviluppo sostenibile.

Tutti ormai abbiamo capito che non c’è sostenibilità senza persone. E questa necessità rende la dequalificata offerta del passato oggi impresentabile.

Troppo spesso abbiamo raccolto valutazioni insufficienti da parte delle imprese obbligate a formare i propri apprendisti in percorsi mal progettati, quand'anche completamente improvvisati e lasciati alla mera 'bontà' del docente. Docente al quale il mercato riconosceva mediamente 25-30 euro all'ora, lordi, per assumere la docenza di questi corsi. Queste cose non le abbiamo mai dette in virtù di un finto fairplay che, oggi, secondo noi, non ha più motivo di esistere.

Riteniamo invece molto utile aprire un confronto sulla qualità che una formazione efficace deve avere in tutte le sue fasi di progettazione, realizzazione e valutazione. Soprattutto siamo sempre più convinti che rinunciare anche a solo una di esse, non ci consenta di realizzare uno strumento adeguato alle esigenze del nostro tempo.

Un tempo segnato dalle vicende del coronavirus, che tutti ha toccato più o meno pesantemente, e che segnerà la vita collettiva futura, condizionandone gli sviluppi e le modalità di relazione. Competenze specifiche e competenze trasversali saranno infatti da rimodulare attraverso un'elaborazione orientata sì agli obiettivi, ma che non potrà non tenere conto delle dinamiche di gruppi che per un momento, un lungo momento, hanno smarrito certezze individuali e collettive.

Quale organizzazione sarà quella più idonea a ospitare queste nuove competenze, ma soprattutto come deve essere per diventare attrattiva verso chi queste nuove competenze le vuole coltivare? Come si potrà convivere con la variabile dell'incertezza che, oltre ad avere invaso lo spazio privato di ognuno di noi, ha portato prepotentemente il senso della fragilità emotiva all'interno delle imprese e delle organizzazioni?

A queste domande è chiamata a rispondere la formazione dell'oggi e del futuro.

Perché le persone che ci troveremo in aula, in videoconferenza, in training on the job, nei seminari e in tutte le occasioni di formazione, saranno come un mazzo di fiori di campo coloratissimo e un po’ ammaccato, miracolosamente scampato a una tempesta.

Paola Cristiani

Paola Cristiani: è alla direzione di IPSAI srl, rete di consulenze del settore terziario avanzato, specializzata in consulenza aziendale e organizzativa e formazione. è laureata in architettura presso il Politecnico di Milano e da allora non ha mai smesso di pensare in termini di progetto e di studiare. Consigliere per l’Associazione Italiana di Metallurgia (AIM). Le sue attività sono prevalentemente svolte a supporto del management di impresa e dei servizi aziendali di marketing development, ricerca e sviluppo, gestione delle risorse umane, sviluppo di progetti di terziario avanzato, assistenza tecnico-legale e risk-assessment per la gestione dei sistemi e la sostenibilità dell’impresa. 

Ha una curiosità sconfinata verso i motori e le leve che muovono le cose e le persone, di qualsiasi natura essi siano. Le piace sperimentare percorsi nuovi e nuovi modi di pensare e del fare. Pensa che tutto sempre possa cambiare. In meglio. Per tutti.