Formazione finanziata

formazione finanziata

Cosa è la formazione finanziata?

Un'impresa può finanziare la formazione dei propri dipendenti utilizzando lo 0,3% dei contributi versati e destinati per legge a questo scopo.

Il datore di lavoro può decidere di destinare questa quota dello 0,3% ad un fondo professionale.

Se non lo sceglie, i fondi versati restano inutilizzati!

È importante saper scegliere il fondo più conveniente in base alle caratteristiche dell'azienda.

Bisogna poi saper utilizzare il fondo con la stesura di un progetto formativo adeguato.

  IPSAI può supportarti in ogni fase. 
Contattaci per valutare insieme qual è il Fondo che corrisponde alle tue esigenze!   
   

Faq

Cosa sono i fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua?

A seguito della legge 388/00, articolo 118 (così come modificata dalla legge 289/2002, art. 48) sono stati costituiti i Fondi Paritetici Interprofessionali per la formazione continua, congiuntamente dalle Associazioni di rappresentanza datoriale e dai Sindacati dei lavoratori su base settoriale. Tali fondi hanno la finalità di promuovere lo sviluppo della formazione continua dei lavoratori attraverso il finanziamento di Piani formativi aziendali, settoriali, territoriali e individuali presentati dalle imprese aderenti ai Fondi stessi.  

Chi sono i beneficiari dei Piani formativi finanziati?

Possono beneficiare dei Piani formativi finanziati dai Fondi Interprofessionali i lavoratori delle imprese che aderiscono ai Fondi attraverso le procedure indicate dalla Circolare INPS numero 71 del 2 aprile 2003. Le imprese che intendono aderire ad un Fondo devono indicare all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale il Fondo Interprofessionale prescelto. L’INPS devolverà a quest’ultimo il contributo che tutte le imprese versano ordinariamente a titolo di assicurazione contro la disoccupazione (art.25 legge 845/1978). L´adesione ai Fondi e le eventuali disdette devono essere effettuate entro il 30 giugno di ogni anno. Sia adesioni che disdette produrranno effetti dal 1 gennaio dell’anno successivo.