La formazione come fattore di crescita_IPSAI BRESCIA

La formazione a Brescia: un fattore di crescita!

Premessa

Il destinatario della formazione è il bene più prezioso dell’azienda, la risorsa umana, e il formatore è per contro colui che lo gestisce e il suo ruolo non deve essere sottostimato perché è mediante la formazione che si genera il cambiamento personale del singolo da cui poi nasce quello collettivo.

 

Progettazione della formazione

Il formatore svolge un compito che richiede tempo e fatica per conseguire anche il minimo risultato. Ci vogliono dunque passione, onestà intellettuale e una seria preparazione; si deve ridurre il tempo in cui si parla per aumentare quello dell’ascolto dei partecipanti, arrivare a comprenderne i dubbi e quindi trasferire la propria conoscenza in maniera mirata ed efficace per dar loro la corretta formazione e la vera opportunità di crescita.

L’attività formativa si sostanzia se l’azienda è strutturata con sistemi di qualità, ambiente e sicurezza gestiti nel rispetto dei vincoli normativi e nelle attività di ricerca e individuazione di nuovi bisogni che tengano conto di cambiamenti, esigenze aziendali e competenze dei partecipanti.

L’efficacia della formazione, e quindi il ritorno del nostro investimento, sta nella misura di ciò che può essere osservato DOPO se significativamente diverso rispetto a PRIMA.

Come progettare per raggiungere questo risultato?

Posto in chiaro l’oggetto dell’azione formativa, è necessario costruire un itinerario didattico che tenga conto del livello intellettuale del gruppo da formare. Qui si aggiunge, al preliminare audit sulla tipologia dei destinatari e all’attenta analisi dell’oggetto della formazione, il contributo che deriva dalla sensibilità del formatore a far convivere i fattori tecnici con quelli umani.

Il formatore dovrà essere un animatore in grado di interagire con i partecipanti, seguire le tracce del progetto iniziale, personalizzare il percorso insieme a loro. Ecco perché ogni corso non può essere uguale ad un altro, perché cambia ogni volta, a pari condizioni di contorno, il capitale umano.

In alternativa, ma con minore incisività, si possono organizzare corsi con una formazione gestita da persone, che qualcuno chiama “i lucidatori”, che presentano sempre le medesime slide senza attivare un rapporto empatico con i partecipanti, generando noia e abbattendo l’efficacia.

Nell’ambito quindi della formazione aziendale diventa importante definire le attività formative richieste per la conservazione dei requisiti previsti dai vari Sistemi di Qualità (ISO 9001), di Ambiente (ISO 14001), di Sicurezza (OHSAS 18001), D.lgs.231 ecc.

Quando si vuole agire maggiormente sui comportamenti individuali rispetto all’attività formativa tecnico/normativa è preferibile avvalersi dei percorsi a cui abbiamo accennato. Quindi per preparare e progettare un corretto percorso formativo diventa importante porsi alcune domande:

  • Quali sono il patto formativo e l’obiettivo del corso?
  • Quali sono le peculiarità e la caratterizzazione dei destinatari?
  • Qual è il piano in relazione all’analisi dei fabbisogni?
  • Quali metodologie e strumenti si possono utilizzare (stili di conduzione, dinamiche d’aula, studio di caso, role playing)?
  • Quali caratteristiche e competenze dovrà avere il docente?
  • Dove avrà luogo la formazione?
  • Quali sono gli strumenti di valutazione dell’efficacia della formazione?

Trovate e condivise le risposte potrà essere costruito il PROGETTO formativo.

Conclusioni

A qualcuno sarà capitato di esaminare bilanci aziendali con l’obiettivo di cogliere dal confronto tra i dati patrimoniali ed economici quelle informazioni utili per fare una scelta. I più raffinati nella manipolazione dei dati finanziari avranno ricavato indicatori importanti per valutare le aziende esaminate ma, di fronte a esiti molto simili, anche loro non avranno potuto individuare il fattore che poteva fare la differenza perché non è evidente nei dati di bilancio in quanto è un dato non calcolato e quindi trasparente, come se fosse scritto tra le righe con inchiostro simpatico. Mi riferisco al valore rappresentato dalle risorse umane dell’azienda e che fa riferimento a professionalità, qualità ed efficacia della loro organizzazione, al lavoro svolto per il mantenimento e l’accrescimento continuo di questo bene che purtroppo non può essere evidenziato negli asset aziendali. Ma anche al valore della relazione che in azienda si stabilisce tra le diverse competenze e funzioni. Esso sta saldamente radicato nella rete aziendale mediante i dipendenti, non è traducibile in un indicatore finanziario, ma è determinante per garantire il quadro della sostenibilità futura dell’azienda.

Quali potrebbero essere le ragioni che ci inducono a conoscere e valutare un’azienda in maniera così profonda?

  • Potremmo essere interessati a farne parte.
  • Potrebbe essere nostra concorrente.
  • Potrebbe essere nostra cliente.
  • Potrebbe essere nostra fornitrice.
  • Potremmo essere interessati ad acquisirla.
  • Potremmo trovarci a doverla vendere.

Siamo certi che avete capito cosa vogliamo rendere evidente.

L’azienda non può essere letta solo come un’entità economica, ma va sempre più considerata come una realtà socialmente rilevante, un contenitore di valori professionali che ne garantiscono la continuità e la crescita e la rendono SOSTENIBILE.

Questi valori vanno preservati con cura e fatti crescere perché con essi non cresce solo l’azienda nel suo valore economico e commerciale, ma anche tutto il contesto sociale che la compone.

 

Silvano Panza e Paola Cristiani

 

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